Cianciullo Marmi Srl
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Il materiale più antico del mondo, di cui l'Italia è uno dei maggiori produttori, come quantità e qualità, il cui uso non è mai stato abbandonato completamente, sia come materiale strutturale che di rivestimento, ha subito, nel corso della storia, andamenti altalenanti, ma non gli è mai stato negato il riconoscimento per le sue ottime caratteristiche estetiche e prestazionali. Le pietre naturali, quindi, occupano un posto fondamentale tra i materiali utilizzati nelle costruzioni. La pietra è una roccia con una grossa resistenza al processo erosivo. Si è formata nei secoli per sedimentazione e in seguito compattata per compressione. La pietra è stata sempre utilizzata per abbellire il paesaggio urbano delle città, con colonne, davanzali, archi, panche e pavimentazioni. Fin dall'antichità la pavimentazione delle città veniva realizzata con lastre di pietra. L'uso della pietra negli edifici moderni, specialmente nel rivestimento delle facciate, rappresenta un salto di qualità nel progetto del "vestito" di un palazzo Le pietre possono essere classificate in tre categorie, IGNEE, SEDIMENTARIE, METAMORFICHE.
Le classificazioni sono possibili in base all'origine geologica ed alle caratteristiche fisiche chimiche.
Le prime si sono formate dal raffreddamento e dalla cristallizzazione di materiali fusi eruttati dalla terra nelle manifestazioni vulcaniche, sono in genere molto dure e resistenti con una grana uniforme, e si dividono in BASALTI, GRANITI, DIORITI, PORFIDI.
Le seconde sono formate da particelle di pietra che nelle epoche passate si sono depositate nell'acqua e poi combinate con altre sostanze a base di carbonato di calcio; risultano molto tenere in fase di lavorazione e si dividono in ALABASTRO Gessoso, TUFO, ARENARIE, CALCARE di diverse colorazioni.
Le rocce metamorfiche sono ignee o sedimentarie, trasformate dal colore e dalla pressione e si dividono in MARMI di diverse colorazioni, ALABASTRO, ARDESIA, STEATITE pietre dure e resistenti.
Tra le pietre naturali quelle che la Cianciullo Marmi in particolare mette a
disposizione sono:
La Pietra Lavica
La pietra lavica detta anche basalto, è il prodotto naturale del prolifico vulcano etna, è poco soggetta all'usura del tempo e sopravvive ai secoli, già gli antichi romani la impiegavano nella costruzione delle loro strade che ancora oggi si possono ammirare.
E' una roccia effusiva, di tipo basico e proviene dal raffreddamento di marmi che sono eruttati dall'esterno. Da questo processo genetico derivano le peculiarità intime di struttura e tessitura della pietra lavica, e quindi le sue qualità sia estetiche che tecniche, che la rendono particolarmente adatta sia per arredamenti interni che esterni, infatti la sua caratteristica principale è proprio la resistenza e durezza al punto da essere spesso difficile da lavorare con attrezzi comuni. La pietra lavica si presenta con un aspetto grigio scuro e ha una porosità più o meno accentuata, il suo aspetto cupo viene secondo la tradizione locale, sottoposto spesso a processi di smaltatura che costituiscono un forte apporto decorativo alla superficie omogenea della pietra.
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La Basaltina
Le rocce vulcaniche sono rappresentate da una vasta gamma di tipi litologici a testimonianza della complessa attività eruttiva. E' da una di queste manifestazioni che si è formata una delle tipiche rocce della provincia di Viterbo: la Basaltina.
La Basaltina di Bagnoreggio è una pietra locale di natura basaltica, certamente lavorata in epoca etrusco romana, che conobbe nel passato momenti di gloria: già nel 500 viene esportata a Roma lungo il corso del Tevere. Con la basaltina si costruiscono marciapiedi nel centro dell'urbe e venne lastricata piazza S. Pietro e la scalinata del Campidoglio. Si tratta comunque di un materiale che viene prodotto su larga scala e costituisce uno dei prodotti più tipici e caratteristici della provincia di Viterbo ed ha acquisito un mercato internazionale solido ed ampio in ragione delle sue caratteristiche estetiche, della sua qualità e della sua versatilità di impiego.
L'uso della basaltina definisce nella scala edilizia il "carattere" di una città come Bagnoregio.
Riconoscere il portato culturale di materiali come la Basaltina significa anche riflettere sulla salvezza della città antica e sullo sviluppo di quella moderna.
Per le possibilità estrattive di lavorazione la basaltina entra in modo concorrenziale nel mercato della qualità soprattutto per il suo qualificarsi come materiale che a costi contenuti permette la realizzazione di opere con un alto grado architettonico e figurativo.
La gamma di possibilità di impiego di questa pietra è certamente ampia: le ottime caratteristiche della basaltina per l'utilizzazione di esterni permette la realizzazione di grandi superfici come la pavimentazione di strade e piazze, rivestimenti degli edifici.
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La Pietra Serena
La pietra serena è una delle pietre arenarie che forniscono alla città di Firenze la sua forte connotazione cromatica. Firenze è infatti circondata da colline di natura arenacea che hanno fornito nel corso dei secoli il materiale da costruzione per la città.
Questa pietra è stata utilizzata soprattutto con finalità ornamentali e ha avuto il periodo di massima fortuna durante il Rinascimento. La pietra serena è un materiale molto lavorabile e si caratterizza per una grande omogeneità tessiturale e per il fatto che la frazione sabbiosa è tenuta insieme prevalentemente da un legame poco tenace di natura argillosa. Arenaria grigio azzurra, sabbie cementate che variano di compattezza e resistenza secondo la natura del cemento e dei mionrali che la costituiscono: è questa la pietra serena.
Gran parte del territorio toscano e in particolare Firenzuola è conosciuta soprattutto per la pietra serena, che ormai valica i confini di tutta Europa.
Da sempre le popolazioni di questo territorio hanno sfruttato questa importante risorsa per gli usi più disparati: abitazioni, mulini, elementi decorativi, pavimentazioni.
L'analisi chimica, mineralogica e meccanica, comunque, attribuisce a tale pietra qualità perfettamente adattabili ad un utilizzo in edilizia e per opere artistiche, soprattutto le sue peculiarità la rendono insostituibile per arredi interni e particolarmente indicata per pavimentazioni e materiali edili di finitura.
La pietra serena viene impiegata per la ristrutturazione di centri storici e grazie alla sua straordinaria bellezza e alla sua notevole duttilità ha sedotto nei secoli artisti come Michelangelo, Brunelleschi e Vasari.
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La Santafiora
E' una pietra arenaria di colorazione oscillante tra il sabbia e il marrone, con stratificazioni appena percettibili che le conferiscono effetti policromi suggestivi, dai caldi toni nell'ambito di una struttura compatta. La compattezza ed il caldo colore di questa pietra la fanno considerare materiale ideale, anche in spessore minimo (1cm), per pavimentazioni. Trova comunque impiego in tutti i tipi di lavorati: pavimentazioni di piazze e centri storici anche per la caratteristica di antisdrucciolo, rivestimenti di notevoli dimensioni, dal semplice cordolo per marciapiedi alle realizzazioni più avanzate.
La sua particolare durezza trova specifiche applicazioni in rivestimenti di grosse superfici di costruzioni esposte alla salsedine, alla neve, al ghiaccio ed in zone sismiche.
Il basso assorbimento di liquidi la indica quale pietra per esterni. Lavorazioni accessorie, quali levigatura, fiammatura e sabbiatura le conferiscono un aspetto estetico di notevole effetto.
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Il Peperino
Il territorio della provincia di Viterbo è costituito prevalentemente da rocce vulcaniche del quaternario che hanno ricoperto rocce e sedimenti di origine marina di età più antica e, pertanto, presenta una notevole ricchezza di materiali diversi.
Il Peperino di Viterbo proviene da una formazione geologica denominata "Peperino tipico" che rappresenta uno dei prodotti più caratteristici dell'attività del vulcano Cimino.
Il colore della roccia è per lo più grigio, ma ne esiste anche una varietà rosata.
La caratteristica del peperino (sia grigio che rosato) che conferisce il tipico aspetto alla roccia, è costituita dalla presenza di "fiamme" nerastre, appiattite lungo il piano di giacitura della roccia. Basta girare per gli antichi quartieri cittadini per rendersi conto che il peperino non ebbe rivali in quelle costruzioni: tutte le chiese viterbesi sono costruite in peperino, la pietra sempre protagonista nella storia e nell'arte viterbese, usata indifferentemente nell'arte laica e religiosa, nell'architettura civile e in quella militare.
La durezza, caratteristica di pietre come il peperino, ha permesso un continuo sviluppo delle tecniche di lavorazione di questi materiali per la realizzazione di numerosi elementi architettonici. In questo senso si può parlare del peperino come di un materiale che rappresenta una città (Viterbo) proprio per la duttilità con cui si presta nel rispondere a problemi costruttivi di vario genere. A differenza di altri che, prodotti con tecnologie anche avanzate, dimostrano nel tempo la loro deperibilità, il peperino si conferma come pietra disponibile a superare la provadell'usura causata dal tempo e dall'azione degli agenti atmosferici.
Il tempo anzi gli dona ulteriori qualità, causando delle leggere variazioni cromatiche che conferiscono loro un carattere particolare. Il peperino risponde in pieno, come prodotto lavorato e semilavorato, alle attuali esigenze di mercato edilizio.
Soprattutto per quanto riguarda l'arredo urbano, che si è configurato come un campo dalle qualità specifiche, sia progettueali che costruttive, è ipotizzabile un allargamento del mercato che offra possibili soluzioni per tutti quegli elementi architettonici che possono essere utilizzati. Ed è proprio in questi elementi che il peperino viene spesso lavorato in maniera più nobile.
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La Pietra di Trani
La Pietra Di Trani e un conglomerato calcareo e appartiene alla categoria delle rocce calcaree di origine detritica e biochimica. Trani rappresenta il maggiore giacimento di questo materiale dell'intera regione.
Il materiale prodotto è caratterizzato da una notevole compatttezza e resistenza. Si presenta con una tonalità di fondo color bianco avorio, con striature e venature gialle e rosse.
Le varietà commerciali di questa pietra sono notevoli, e vengono utilizzate in maniera differenziata in base alle esigenze estetiche ed architettoniche. I materiali lapidei pugliesi sono noti ed apprezzati da secoli e nell'ultimo ventennio hanno avuto uno sviluppo commerciale senza precedenti. Le prerogative di resistenza e di durata pongono i materiali litoidi pugliesi ai livelli più alti del mercato settoriale.
La pietra di Trani è coltivata nei giacimenti marmiferi della Puglia sulle Murge settentrionali.
Per quanto concerne le proprietà fisiche, rivela un elevato grado di compattezza e valori assai bassi del coefficiente di inibizione e del tutto trascurabili quelli della dilatazione lineare termica. Va aggiunto inoltre che i valori della resistenza e flessione e del modulo elastico e quelli relativi all'usura e all'urto vanno riconosciuti come più validi.
Soprattutto a queste caratteristiche sono dovuti i favorevoli ed ottimi risultati che si ottengono nella lucidità e nella persistenza della stessa nel tempo.
Resta pertanto assicurata l'idoneità di impiego come pietra ornamentale, anche in condizioni ambientali caratterizzate da forti contrasti di temperatura e di umidit9.
E' un materiale che ha consentito all'industria marmifera pugliese un posto di preminenza nel settore lapideo, in virtù delle accurate idoneità tecnico-economiche che propongono un'efficace funzione estetica, sottolineando l'idoneità ad impieghi differenziati. Le tonalità calde del fondo, la presenza di tenue variegature, le inconfondibili espressioni cromatiche, conferiscono agli ambienti un aspetto di sobria raffinatezza ed un aspetto riposante.
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